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Pasta al dente o ben cotta? Cosa sazia di più?

Pasta al dente o ben cotta? Cosa sazia di più?

Pasta al dente o ben cotta?

Sicuramente è una questione di gusto personale preferire un piatto di pasta al dente rispetto ad uno di pasta ben cotta.

Ma la scienza ci dice che la cottura può influire anche sulla nostra salute.

Il tempo di cottura della pasta può infatti determinare due proprietà

  • la digeribilità
  • la sazietà

Com’è possibile?

La pasta che noi mangiamo è composta da carboidrati complessi (amidi), che devono essere trasformati dal nostro apparato digerente in molecole più semplici (glucosio) per essere assorbite.

E la prima digestione avviene in bocca. Se la pasta è al dente, siamo costretti a masticarla più volte, e l’azione di sminuzzamento è il primo passo di un’ottima digestione assieme all’azione della ptialina, rilasciata dalle ghiandole salivari. Quindi meno sonnolenza e più energia a nostra disposizione.

La pasta ben cotta invece, più morbida, viene in media masticata molte meno volte e quindi entra quasi inalterata nel nostro stomaco. Ciò causa una digestione lenta, spossatezza post prandiale e stanchezza.

Per approfondire come una corretta masticazione, in generale, può aiutarci a ridurre il rischio di sovrappeso, leggi qui: Mangiare più lentamente induce sazietà e aiuta a perdere peso?

La cottura modifica inoltre lo stato chimico dei carboidrati complessi presenti nella pasta.

Una cottura lunga

  • Porta ad un elevato grado di gelatinizzazione degli amidi (carboidrati complessi) presenti nella pasta.
  • La digestione è rapidissima
  • L’assorbimento di glucosio (zucchero derivato dalla scomposizione dei carboidrati complessi) è veloce e ciò causa un aumento del picco glicemico con conseguente sensazione di fame dopo breve tempo.
  • Una della causa principali di sovrappeso.

Una cottura più breve, o al dente.

  • Porta ad un limitato grado di gelatinizzazione.
  • La digestione è più lunga (ma non necessariamente più pesante visto che è compensata da una maggiore masticazione)
  • L’assorbimento di glucosio (zucchero derivato dalla scomposizione dei carboidrati complessi) è più lento, modulando quindi il picco glicemico e mantenendo per più tempo la sensazione di sazietà.
  • Mangi di meno e sei sazia per più tempo.

Ora che hai scoperto come il tipo di cottura può cambiare il modo in cui il nostro organismo metabolizza i carboidrati, ti va di scoprire quali sono le fonti migliori di carboidrati?

Ecco qui l’articolo: Sei confusa nella scelta dei carboidrati?

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