La “fame” spesso non è di cibo

La “fame” spesso non è di cibo

Hai fame di cibo o hai fame di altro?

 

Spesso ci sentiamo affamate e riempiamo quel vuoto con il cibo. Ma il più delle volte quel vuoto che sentiamo non è nello stomaco, ma altrove.

Siamo affamate di amore, di affetto, di comprensione, di empatia, di presenza.

In questa società che viaggia veloce, abbiamo disimparato a fermarci un istante e a chiederci “Il vuoto che sento ha davvero bisogno di essere colmato con il cibo?”

“Sì, il cibo è l’unica cosa che mi dà sollievo in quei momenti. È l’unica mia via d’uscita, un porto sicuro.”
La maggior parte potrebbe rispondere così, lo so.

E allora io ti chiedo:

“Dopo che hai mangiato, magari abbuffandoti di cose non sane – perché quando non è reale appetito è raro lo si colmi con cibo sano – ti senti davvero meglio oppure ti senti peggio perché al vuoto di prima si sono aggiunti anche i sensi di colpa?”

Io la risposta la conosco. E in cuor tuo anche tu la conosci.

Il cibo non può colmare un vuoto che è altro.

In quei momenti di difficoltà non serve trovare una via d’uscita, ma una coraggiosa “via d’entrata”; un’amorevole porta d’accesso a ciò di cui abbiamo bisogno davvero.

In quei momenti serve respirare profondamente, chiedersi “Ho davvero fame di cibo o è altro?”; se è fame di cibo una mela può essere perfetta (se hai davvero appetito anche lei può farti venire l’acquolina), se invece il desiderio è di qualcosa di dolce, o di grasso, o di “proibito”, è facile comprendere che sei affamata di altro.

Serve restare un attimo con il disagio, attendere e non reagire come d’abitudine, ma agire consapevolmente.

Abbuffarsi di cibo spazzatura mette in moto un circolo vizioso che porta solo a minare la nostra autostima.

Imparare ad ascoltarsi, guardarsi dentro, restare con il disagio e andare oltre, non perpetuare comportamenti dannosi per la nostra autostima e per la nostra salute: mette in moto invece un meraviglioso circolo virtuoso che si rinforza con l’abitudine.

Se il vuoto che senti è mancanza d’amore: chiama un’amica, abbraccia tuo figlio, annaffia le piante. Se manca la presenza: esci di casa e vai a farti una passeggiata in centro città o in mezzo alla natura.
Trova soluzioni che ti rendano felice, non dipendente. Che ti rendano fiera di te. Trova soluzioni che ti facciano bene e nutrano la donna meravigliosa che sei.

Non hai nulla in te che non va, tutto è perfetto; ci sono unicamente delle azioni che fai che non fanno bene. Da oggi sostituiscile con abitudini di consapevolezza, amore e cura.

Con amore,

Gloria Momoli

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