Buon Inizio

Buon Inizio

Cercavamo delle parole speciali per augurare a genitori, zii, nonni e a chi si prende cura delle piccole anime, un buon inizio del nuovo anno scolastico.

Le abbiamo trovate in Carla Favazza e – ringraziandola per la sua sensibilità – le condividiamo con Gioia.

[NUOVO INIZIO]

Questa è la settimana in cui si riprende.
Meglio, si inizia.
Si, perché anche per gli studenti più esperti è comunque sempre un nuovo inizio, con nuovi obiettivi e nuove sfide.
Qualcuno inizia per la prima volta! 😊

Ho pensato cosa potrebbe dire un bimbo che varca per la prima volta il cancello di una scuola elementare, e vorrei tradurlo in una lettera immaginaria ai genitori, che anche per loro è una “prima volta”

“Cari mamma e papà, divento ufficialmente uno studente, e sono felice! Finalmente la letterina a Babbo Natale gliela potrò scrivere io, e sarò sicuro che lui potrà leggere veramente quello che desidero!

Mi state insegnando che “patti chiari ed amicizia lunga”, quindi vorrei che ci mettessimo d’accordo su alcuni punti:

Se mi svegliate con l’ansia del “presto che è tardi”, e mi togliete dai miei sogni con la stessa fretta con cui mi togliete di dosso le coperte, io mi confondo un po’, e poi magari finisce che penso “a scuola non ci voglio andare” e non vorrei che fosse così. Ho dei tempi da bambino, rispettateli. Svegliatemi con una canzoncina che mi piace e mi metta le ali ai piedi, possiamo anche fare un balletto, che risveglia il mio corpo ed accende i miei pensieri, potremmo anche fare una bella risata tutti insieme mentre facciamo colazione serenamente. Così inizio la giornata col piede giusto, ed anche voi!

Non mettetemi il vestito più bello che ho! Ho voglia di giocare durante la merenda, e voglio sentirmi libero di rotolarmi per terra, saltare, sudare. Sono un bambino! E non serve neppure avere lo zainetto all’ultima moda: quello che conta non è lo zainetto o quello che ci metto dentro, ma quello che imparo e faccio entrare nella mia testa.

Se anche voi siete felici di andare al vostro lavoro, allora imparo che anche io posso farlo. Insegnatemi l’entusiasmo e la passione, mi serviranno quando le tabelline mi sembreranno difficili, o confonderò le lettere nelle parole scrivendo “squola” o “banbino”. Se mi aiutate con delle fiabe io comprendo meglio e me lo ricorderò anche da grande.

Quando mi accompagnate a scuola ricordatevi che non parto per la legione straniera, e la scuola non è una prigione. E datemi un bacino o un abbraccio prima di entrare, che mi serve per alimentare per bene il mio cuore, ma poi voltatevi ed andate, che io sono diventato grande e so cavarmela da solo.

Qui a scuola ci sono degli adulti che si prenderanno cura di me. Fidatevi di loro. Se non siete sicuri di metodi o atteggiamenti, parlatene con loro evitando di mettermi in mezzo. Io ho bisogno di fidarmi degli adulti che ho intorno, ed ho bisogno di sapere che anche i miei genitori lo fanno.

Non ho bisogno del cellulare. Sono in prima elementare, non posso andare da nessuna parte. Se avrò bisogno di voi i miei maestri e gli altri operatori vi chiameranno. Se starnuto non succede niente, se mi sbuccio un ginocchio in cortile è solo perché mi sto divertendo. Se proprio volete preoccuparvi pensate di mettermi in cartella una merenda sana: un frutto di stagione o una fetta della torta che abbiamo fatto insieme a casa è meglio di una merendina confezionata, contiene l’amore della mia famiglia.

Io non sono i voti che prendo. E voi neppure. Ho diritto di fare qualche errore, me lo insegnate voi che non esistono fallimenti, ma solo esperienze. Aiutatemi a riprendermi dalle sconfitte, in modo che possano diventare i miei migliori maestri. E non fate i compiti per me, che altrimenti il bel voto la maestra lo deve dare a voi, aiutatemi invece a guadarmi da solo quello che merito.

Evitiamo i confronti con gli altri compagni di classe o, ancora peggio, con i miei fratelli e sorelle maggiori. Io sono io. Non so ancora se sarò il primo della classe, ma so che sono nei primi posti nel vostro cuore, e questo mi basta. Potete spronarmi a dare il mio meglio, senza entrare in competizione con gli altri, ma facendo crescere il più che posso i miei talenti.

Ci ritroviamo al suono della campanella. So che sarete lì ad attendermi, o ci sarà il pulmino che mi riporterà a casa, ed anche questo sarà un modo divertente per continuare a giocare coi nuovi amici.
State tranquilli. La scuola CI farà bene!”

Grazie, preziosa Carla

Un meraviglioso inizio da noi tutti di Naturalmente Erboristeria

Gloria Momoli per Naturalmente Erboristeria